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Abbazia di Montecassino

E' il più celebre dei monasteri italiani fondato dal patrono d'Europa San Benedetto da Norcia. Quest'ultimo scelse come sua ultima dimora la vetta di Monte Cassino e fu proprio qui che eresse il primo insediamento monastico dal quale derivò l'ordine benedettino. Distrutta piu' volte nel corso della storia, l'Abbazia fu sempre ricostruita e divenne uno dei centri propulsori della cultura medievale grazie ai suoi Abati, alle sue biblioteche, ai  suoi archivi nonchè all'intensa attività di copisti dei monaci benedettini che trascrissero e conservarono molte opere dell' antichità. Il patrimonio librario aumentò con il passare degli anni tanto che l'odierna biblioteca, che consta di ben 72.101 volumi cui si aggiungono incunaboli, codici, pergamene, etc., è stata dichiarata "monumento nazionale". Tra i celebri documenti ivi conservati è il " Placito di Capua " il cui testo del X secolo è il primo esempio di volgare italiano a noi noto. Dopo il tragico bombardamento subito durante il secondo conflitto mondiale, l'abbazia fu ricostruita seguendo le linee architettoniche originarie. Basti pensare che due dei chiostri risalgono per progettazione al Bramante e ad Antonio da Sangallo il Giovane.

Rocca Janula

Poco lontano dall'abbazia sono visibili i resti dell' antica fortezza medievale. Voluta dall' abate Aligerno, la rocca fu ricostruita a scopo difensivo e fu cosi' chiamata in quanto rappresentava la "prima porta" di Montecassino a difiesa dell' abbazia  da ogni posssibile incursione nemica. La prima ricostruzione risale al X secolo. Come l'abbazia  anche la rocca subi' diverse distruzioni dovute sia ad agenti antropici che naturali. Ricostruzioni, distruzioni ed appropriazioni si susseguirono fino al XVI secolo.